Giulia Palaia 

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Da piccola pensavo che avrei passato la vita a viaggiare per visitare posti, mi mettevo uno specchio sotto gli occhi e andavo in giro per casa facendo finta di camminare sul soffitto. Crescendo mi sono resa conto che preferisco viaggiare per abitare luoghi, che le partenze sono galvanizzanti e che i ritorni non esistono.  Una serie di scelte apparentemente casuali mi ha portato dallo studio dell’architettura, all’organizzazione degli interni, dalla fotografia, alla progettazione grafica. Un po’ persa come Balto, alla ricerca della mia identità professionale (e non solo), ho capito, o penso di aver capito, che il progettare è una forma mentis frattale, applicabile ad ogni ambito spaziale, a prescindere dal numero di dimensioni, dalla scala e dalla variabili che lo caratterizzano.  Ah, non ho mai smesso di camminare sul soffitto.

 

FILM Mononoke-hime, Hayao Miyazåaki

LIBRO Le città invisibili, Italo Calvino

CANZONE Californication Live at Slane Castle, RHCP